Trieste, 04 Aprile 2025

È già iniziato il "post-Christian", ma il futuro può e deve aspettare

03 Aprile 2025 Autore: Alessandro Asta

Nessuna telenovela, solamente una sorta di anticipato “dolce addio”. La vogliamo etichettare così, l’ufficialità arrivata nelle scorse ore della separazione tra Jamion Christian e Pallacanestro Trieste a fine stagione. Perché il termine “famiglia” – utilizzato dal numero uno biancorosso Paul Matiasic nella nota stampa che ha confermato le voci degli scorsi giorni, relative al ritorno negli States del coach – è un fil rouge che bene si sposa con tutto ciò che sin qui è stato Christian sulla panchina giuliana. Visto che, senza mai nascondersi dietro un dito, l’allenatore americano ha sempre parlato più di gruppo che di singoli in ambito di coaching staff, di giocatori a disposizione e più in generale di un intero spogliatoio tenuto assieme anche quando le fondamenta sembravano scricchiolare brutalmente (leggi, il difficile periodo trascorso in serie A2 prima della cavalcata vincente nei playoff).

Se ben conosciamo il gm Mike Arcieri, l’”incondizionato supporto” dichiarato al futuro allenatore di Bryant University in NCAA non nasconde certo un minimo di sapore amarognolo per una partenza che finirà la prossima estate a dover ricostruire un certo tipo di equilibri dentro e fuori del campo che indubbiamente Christian è riuscito a trovare strada facendo in questo anno e mezzo da capo allenatore giuliano. Con la caccia al nuovo head coach che chiaramente è già partita in casa biancorossa, al netto di altri possibili rinnovi contrattuali oltre a quelli di Markel Brown e Michele Ruzzier sottoscritti di recente, sembra già evidente che il volto nuovo che andrà a sedersi al posto di comando della squadra dovrà avere tutte quelle caratteristiche di fiducia e di gestione del gruppo che da sempre Arcieri ha voluto privilegiare, plasmando i propri team.

Il futuro però può e deve aspettare: c’è una posizione nella griglia playoff da blindare, così come la volontà di arrivare il più in alto possibile per staccare un biglietto per la partecipazione a una competizione europea la prossima stagione. Tutto questo non può attendere, ed è per questo che è vietato parlare del “post-Christian” già in questo inizio del mese di aprile: gli obiettivi da raggiungere nell’immediato futuro, da parte di una società ambiziosa come quella di Paul Matiasic, sono troppo importanti per lasciarsi andare solamente a un “dolce addio”.


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